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Pfm, quasi 40 concerti nel nome di De Andrè: al Metropolitan di Catania il 2 maggio 2019

All’inizio c’erano i Quelli, un gruppo formato più o meno dalle stesse persone che per campare doveva suonare le melodie degli anni ’60, Celentano ed altro. «Comunque ci licenziavano lo stesso dopo tre giorni e dovevamo ricominciare ogni volta da zero», ricorda Franco Mussida, lo storico chitarrista che da qualche anno ha intrapreso una carriera del tutto particolare.

PROGRESSIVE ITALIANO

La band, invece, è in gran forma: è quella che forse più di altre ha disegnato il Progressive italiano. Tre parole per descrivere un mito: Premiata Forneria Marconi, Pfm per gli amici. Quest’anno, in occasione del quarantennale dei live “Fabrizio De André e Pfm in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa di Faber, la nuova formazione torna sul palco con le melodie del grande cantautore genovese scomparso nel gennaio del 1999. Date dei concerti raddoppiate se non quadruplicate come nel caso di Milano. Due a Roma e Firenze, tre a Torino.

DISCOGRAFICI

Quello che dagli allora discografici fu definito un suicidio, si è poi rivelato un appuntamento cult. «Non oso ricordare il pensiero dei discografici dell’epoca -ricorda ancora Mussida-. Avevano definito la collaborazione con Fabrizio una sorta di harakiri. I fatti, poi, hanno dimostrato il contrario».

NUOVA FORMAZIONE

I tempi cambiano per tutti e anche la Pfm ha vissuto periodi di rigenerazione. Sul palco del tour “PFM canta De André – Anniversary”, ci sarà una formazione del tutto particolare. Oltre a Franz Di Cioccio (batteria e voce); Patrick Djivas (Zivas) (basso); Lucio Fabbri (violino, chitarra e cori) Alessandro Scaglione (tastiere), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alberto Bravin (voce, tastiera, chitarra), Roberto Gualdi (batteria), anche il ritorno del tastierista Flavio Premoli (tra i fondatori della Band) e la presenza di Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber.

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